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giovedì 5 maggio 2016

VALUTAZIONI POST DRAFT

Ci siamo finalmente… Dopo mesi trascorsi a ipotizzare le varie scelte de nostri Steelers, è arrivato il grande giorno. La necessità di inserire un Cornerback a roster come prima scelta assoluta, veniva prima di qualsiasi altra valutazione sui vari spot ritenuti in carenza, e la classe di prospetti presentata quest’anno, non poteva essere meglio fornita. Con il trascorrere del tempo, nomi come Ramsey, Hargreaves e Apple per il quale il team riponeva la sua scelta, si sentivano chiamare da Roger Goodell quale selezione dei team con chiamate precedenti alla nostra. Arrivati alla pick 24, anche i cari Cincinnati Bengals selezionano un CB (per una need che francamente non conoscevo) e la scelta è William Jackson III che Mike Colbert &Co, pensavano di aver già in cassaforte. In quella situazione io stesso avrei virato su una Safety (vista la qualità di reparto) oppure su Kendall Fuller, ma probabilmente i guai fisici non ancora smaltiti dal talento da Virginia Tech non hanno convinto in pieno il team. Passano i quasi dieci minuti canonici alla selezione e da li a poco sapevo di potermi aspettare di tutto…. Esce in passerella l’uomo più fischiato della storia con il fogliettino in mano e: “With the twenty-fifth pick of the 2016 NFL Draft, the Pittsburgh Steelers select: Artie Burns, CB Miami. Silenzio totale…

1st pick – primo round (25 overall – Artie Burns, CB Miami Hurricanes)
C’ho messo almeno due minuti per riprendermi lo ammetto… Artie Burns non era proprio il tipo di giocatore che mi aspettavo, non tanto per le sue qualità, più che altro (arrivati a quel punto con tutte le scelte andate) mi aspettavo il solito Linebacker, con il quale il team da parecchi anni ripiegava. Lo sbalordimento nel sentire il suo nome, veniva anche dalla perplessità di aver sentito almeno una ventina di CB in questi mesi accostati agli Steelers, e lui probabilmente, solo di sfuggita. Con questo non voglio dire che Burns non sia degno di essere un primo round ma di certo non è uno di quei nomi “sexy”, per il quale da domani puoi pensare in grande. Ma torniamo al Burns giocatore che ormai questo conta… A livello fisico, si può dire che il prodotto da Miami non abbia niente da invidiare ai suoi compagni di reparto. 6’0” per 193 Lbs e dispone di due mani da cestista che gli han permesso ben 6 intercetti nella stagione passata. E’ un corner rapido e veloce nei recuperi di posizione e al pro day ha lasciato tutti di stucco per la sua progressione. Il passato da atleta parla chiaro, dove con le sue doti, ha vinto praticamente tutto in ambito collegiale sulla pista, fino a che non ha deciso di giocare a football riscuotendo sempre più appeal con il trascorrere del tempo. Come detto, possiede doti atletiche fantastiche e riesce mischiarle con un impeto aggressivo che non disdegna mai il contatto fisico. Predilige giocare in una cover a uomo piuttosto che a zona, il che va contro ad una prerogativa di gioco che gli Steelers per necessità, hanno sempre favorito. Sicuramente dovrà adattarsi e avrà tutto il tempo necessario per studiarsi a pieno il playbook difensivo. Tecnicamente ci sarà molto da lavorare e prevedo che difficilmente potrà dare subito un forte contributo al team. Qui a mio parere c’è un enorme potenziale che verrà sicuramente sfruttato affinando le lacune, per ora non disperiamo…

Draft grade B-: Non proprio quello che mi aspettavo, ma son convinto che con il passare tempo, il team saprà valorizzare le sue enormi qualità atletiche.

2nd pick – secondo round (58 overall – Sean Davis, Safety Maryland Terrapins)
Con la seconda scelta, il team seleziona Sean Davis, Safety da Maryland. La scelta è stata rapida andando sul sicuro con il giovane, che data la sua duttilità di ruolo, saprà coprire tutti gli spot in DB in caso di necessità. Safety come ruolo primario e buon Cornerback all’occorrenza, ruolo che ha ricoperto per la maggior parte degli snap giocati nel 2015. Vero è che il talentuoso Su’a Cravens era libero e sarebbe stato il top a quel punto ma credetemi, Sean Davis attualmente, serve di più per allungare una coperta in depth che vede solo Mike Mitchell e Robert Golden sotto contratto (Shamarko Thomas mi spiace davvero, non lo considero più). Davis parla inglese, francese, cinese e la lingua del dolore… per gli avversari! Duro, fisico, forte, non lascia quasi mai scampo a chi presidia la sua zona. Prepariamoci a vederlo in coppia con il solido Mike Mitchell, in quello che può tornare ad essere un duo di Safety che hai paura di affrontare.  La sua irruenza però, spesso gli è costata cara. Soprattutto lo scorso anno nel ruolo di corner back, dove ha steccato parecchi placcaggi e intuito male diverse giocate per colpa del troppo impeto. Come detto, il ruolo primario di impiego sarà in Safety spot quindi le sue non ottimali capacità di copertura mostrate come CB, verranno a meno. Uno dei migliori prospetti dell’FBS per impatto e durezza, è arrivato in casa Steelers e personalmente, non vedo l’ora di vederlo all’opera.

Draft grade A-: Con Karl Joseph selezionato, la mie personali scelte in ambito Safety erano lui e Von Bell. Sono felice della scelta, Ottima pick!

3rd pick – terzo round (89 overall – Javon Hargrave, DT South Carolina State)
Con la perdita di Steve McLendon e non la completa affidabilità riposta verso Daniel McCullers, la scelta un DT/NT in questo draft era pressoché scontata. Il terzo round, viene speso per Javon Hargrave detto “Gravedigger”, prodotto interessantissimo da South Carolina State (FCS) e che nel corso dei suoi anni nel college, ha dato dimostrazione di essere un avversario temuto da tutti i QB che lo affrontavano. A dispetto della mole imponente (309 Lbs) è agile e scattante pari ad un LB e i 4,93 secondi registrati alle combine (40 yds dash), ne sono la dimostrazione. Come detto, grazie alla sua rapidità, riesce a raggirare velocemente la marcature delle guardie e nel 2015, ha collezionato la bellezza di 13,5 sack che per un DT non sono pochi. Senza dubbio, l’atro punto di forza fondamentale è il suo fisico roccioso, che con il baricentro basso, riesce ad essere esplosivo sin dai primi istanti dello snap risultando per il maggiore dei casi incontenibile. Spesso però si fida troppo dei suoi mezzi atletici, cedendo in normali raddoppi che con una tecnica maggiore saprebbe gestire meglio. Sicuramente Tomlin &Co dovranno lavorare parecchio su di lui per renderlo pro-ready e dalla nostra, non dovremo avere che pazienza perché anche qui, le qualità non mancano. L’unico neo che faccio fatica a non vedere, è la disposizione tattica per il quale il ragazzone ha giocato per tre anni di college come DT interno in una 4-3, con la propensione per la pass-rush più che per il contenimento e negli Steelers attuali, il suo impiego al posto di McLendon vorrebbe dire limitare le sue attitudini. Chiaro anche che in nostro “pluto” Keith Butler, di recente si espresso favorevole nel variare la 3-4 in una 4-3 ibrida (lo penso ancor di più dopo l’arrivo di Ricardo Mathews da San Diego), e qui il nostro Hargreve andrebbe a nozze.

Draft grade B+: Questa è stata una scelta eccellente da parte di Colbert e Tomlin. La perdita di McLendon è stata riempita con un ottimo e davvero crudo atleta difensivo, pronto a mostrare le sue abilità uniche.

4th pick – quarto round (123 overall – Jerald Hawkins, OT LSU)
Con l’arrivo di Ryan Harris in free agency e la selezione di Jerald Hawkins, abbiamo finalmente detto addio a Mike Adams! (scusatemi ma non vedevo l’ora di dirlo…) Con la selezione del Junior da LSU, gli Steelers hanno sentito la necessità di allungare la coperta ad una linea offensiva a questo punto davvero niente male… Villanueva, Gilbert, Harris e appunto Hawkins, saranno coloro che forniranno la protezione necessaria Roethlisberger, con la speranza di non far rimpiangere troppo Kelvin Beachum accasato a Jacksonville. Tornando alla nostra scelta, Jerald Hawkins proviene da LSU, e già questo dovrebbe bastare per chiudere il discorso dubbi. Nei suoi anni nel college ha prediletto la posizione di RT opposto a La’el Collins, fino alla stagione 2015, quando è entrato in possesso dello spot lasciato libero dal fenomeno finito a Dallas lo scorso draft. Longilineo, forte e abile su entrambi i lati, Hawkins ha una rapidità nelle movenze laterali necessarie per affrontare qualsiasi tipo avversario gli capiti di fronte. Per dirne una, una dei DE più in voga del draft A’Shawn Robinson, è stato praticamente annullato dal nostro Jerald durante il match LSU-Alabama. Tra le debolezze, non si può fare a meno di vedere che nel maggiore dei casi, regala il primo secondo dello snap all’avversario, dovendo poi recuperare facendo lavorare il doppio le ginocchia nella torsione. Talvolta risulta dominante contro i DE, ma fatica un pò contro i LB rapidi e scattanti. Sarà interessante vedere cosa riuscirà a tirare fuori sotto la guida di Mike Munchak.

Draft grade C+: Anche qui ottima scelta in un draft che quest’anno pullulava di uomini di linea offensiva davvero eccellenti.

5th pick – sesto round compensatory (220 overall – Travis Feeney, LB Washington Huskies)
E anche in questa edizione del draft, il Linebacker è arrivato… Travis Feeney è il nome che Colbert più di tutti ha voluto alla sua corte, e la redazione del giovane talento da Washington andrà ad a dare profondità ad un reparto che per quanto abbia fatto bene lo scorso anno, necessitava nuovi innesti. Feeney è il classico LB tutto fare, che ha ricoperto sia il fonte outside che l’inside durante i suoi anni nel college. Nato come strong Safety, viene spostato nel corso degli anni a Linebacker data la sua esplosività di gambe e il suo primo passo fulmineo, oltre ad una propensa precisione nel placcaggio. Superata la concorrenza del 2013-2014 con Hau'oil Kiahaha, nel 2015 ha trovato la strada spianata dove ha messo insieme statistiche da giocatore fenomenale, fino a diventare capitano della difesa. Fisicamente e anche per movenze, ricorda il fantastico Ryan Shazier, magro, longilineo e super veloce nei recuperi. Per gli esperti, il ruolo a lui più congeniale (per tecnica, velocità e corporatura) è Will in una 4-3 e negli Steelers attuali, lo vedo alla grande a fianco ad un maestro come Lawrence Timmons, in una 3-4 sempre più ibrida e di bella prospettiva. Come detto, prevedo un maggiore utilizzo del “lungo” da Washington come ILB e nel caso venga utilizzato come esterno, dovrà necessariamente aumentare la sua corporatura. In ultimo, mette un forte dubbio la sua situazione fisica per il quale i numerosi interventi ad entrambe le spalle a dispetto della giovane età, non garantiscono il totale affidamento.

Draft grade B-: Buona pick da utilizzare in ILB spot in supporto a Shazier e Timmons, spero proprio di non vederlo OLB a dispetto della duttilità.

6th pick – settimo round (229 overall – DeMarcus Ayers, WR Houston Cougars)
Questa presa al settimo round è un autentica steal! Attenzione qui firmo e sottoscrivo… Dal almeno due anni a questa parte, DeMarus Ayers è uno dei migliori ritornatori dell’intera FBS! Nato come Runningback (cui ha seguito il recruit dall’high school), diventa slot receiver nei tre anni di college date le sue dimensioni (5’9” per 182 Lbs) possedendo dalla sua, mani acchiappa tutto pur non disponendo delle classiche “palette” da ricevitore. Giocatore duttile in grado di ritornare, giocare nello slot ed seguire alla grande schemi come bubble screen, quick out e l’effetto sorprese della reverse. Appena entra in possesso dell’ovale (soprattutto nei ritorni), sembra calcolare nel giro di pochi secondi le traiettorie giuste da percorrere, sgusciando via e seminando il panico tra gli avversari costretti a ripiegare. A volte però (da WR), è proprio la sua stazza a metterlo in difficoltà, soprattutto contro Cornerback duri e che sfruttano il fisico sin dai primi istanti dello snap. Per diventare competitivo tra i pro, dovrà acquisire la malizia giusta che solo l’esperienza ti può dare. A parer mio, la sua scelta sta a metà tra il problema squalifica di Martavis Bryant e la necessità di inserire a roster un valido ritornatore, per evitare di mandare al macello Markus Wheaton piuttosto che Antonio Brown. Per la giovane scheggia da Houston, il rookie mini camp ma soprattutto la preseason, saranno fondamentali per mettersi in mostra e guadagnarsi un posto nei 53.

Draft grade B: Altra need ricoperta egregiamente con un talento che bisognerà saper far crescere.

7th pick – settimo round (246 overall – Tyler Matakevich, OLB Temple)
Fresco vincitore dell’ambito premio Bronko Nagurki Trophy, che ha visto trionfare negli anni precedenti, giocatori del calibro di Charles Woodson, Terrell Suggs, Ndamukong Suh e Luke Kuechly, Tyler Matakevich viene selezionato come ultima pick del draft 2016. Autore di un quadriennio al college a dir poco fenomenale: tre volte first team AAC Conference, 100 e più tackle completati ogni anno, per un totale di quasi 500 in carriera. Autentico leader difensivo e punto di riferimento per i compagni, con la capacità di prendere in mano la difesa anche nelle situazioni più critiche. Fisicamente non eccelle quasi per nulla come pro-ready (6’0” per 238 Lbs), ma possiede un baricentro basso difficile da contendere per gli omoni in linea d’attacco. Tatticamente è un giocatore intelligente (tranne quando decide che deve per forza mettere statistiche a tabellino), con un ottima abilità nel placcaggio in run-block. Ha militato per lo più come Will nella 4-3 e a Pittsburgh, darà presumibilmente rotazione a Harrison, Moats, Dupree e Jones in 3-4. Come detto, il suo fisico (soprattutto l’altezza) può risultare davvero un grosso problema in NFL, con il rischio anche di sovrappeso per l’effetto opposto, nel caso aumentasse troppo di volume. Qui a differenza delle scelte precedenti a livello di potenziale, Matakevich è un giocatore fisicamente fatto e finito, e che potrà diventare un buon innesto crescendo sotto il profilo tattico.

Draft grade C+: Buona pick per essere un settimo giro, ma le sue doti fisiche mi lasciano parecchio perplesso su quanto possa imporsi in NFL.

Udfa signings:
(DL) Jonny Maxey, Miami (Fla.)
(LB) Tyriq McCord, Duke
(P) Will Monday, Florida State
(DL) Giorgio Newberry, Colorado
(RB) Christian Powell, Georgia
(TE) Jay Rome, N.C. State
(OL) Quinton Schooley, Virginia
(WR) Canaan Severin, Jacksonville State
(DL) Devaunte Sigler, Jacksonville State

Considerazioni finali: Terminata anche questa edizione, lo possiamo ripetere ancora una volta: “E’ stato il solito draft degli Steelers!” Anche quest’anno la società ha improntato le sue scelte cercando di rinforzare un telaio già ben fornito, inserendo ottimi innesti che da subito potranno dire la loro sul campo. Appuntamento con il rookie mini camp di questo fine settimana per ammirare sul campo le nostre scelte.


domenica 26 aprile 2015

VALUTAZIONI PRE-DRAFT

L’appuntamento più atteso di tutta la off-season finalmente è pochi giorni dall’arrivo. La notte del Draft (30 Aprile) chiarirà o alimenterà i dubbi che ci hanno accompagnato in questi mesi dopo la rovinosa sconfitta nel match di Wild Card contro gli odiati Ravens. Ma in che condizioni si trova l’attuale roster degli Steelers? Quali sono i ruoli che necessitano di nuovi innesti per sopperire ai ritiri ed ai tagli avvenuti di recente? Quali sono le need principali nei diversi reparti? Con la seguente analisi divisa per ogni settore, proviamo a dare alcune risposte ai nostri quesiti; opinioni che plausibili o meno, renderebbero se non altro logiche le scelte della dirigenza nella selezione dei giocatori.
Quarterback
Il ruolo è chiuso in cassaforte con “Big Ben” Roethlisberger, fresco di rinnovo contrattuale con cifre da capogiro (5 anni 99 milioni di dollari). Il 33enne è reduce da un 2014 fuori da ogni aspettativa e le sue prestazioni farebbero accomodare in panca qualsiasi altro QB che provi ad insidiargli il posto. I backup situazionali (Gradkowski - Jones) hanno avuto pochi snap a disposizione ed il giovane Tajh Boyd potrebbe rivelarsi un ottimo giocatore con prospettiva futura.
Draft need bassa: A meno di decisioni dell’ultimo minuto, direi che nessun colpo è all’orizzonte!
Wide Receiver
Altro reparto che non necessità di nuovi inserimenti. Il WR1 Antonio Brown è stato a dir poco fantastico, la sua costanza di rendimento è stata una delle chiavi dei successi ottenuti (1361 Yds dopo la ricezione e 13 TD). Dalla parte opposta del rettangolo, il rookie Martavis Bryant (vincitore del premio interno Pittsburgh Steelers rookie of the year) ha sbalordito tutti al suo primo anno da professionista, togliendo il posto dal suo inserimento, a veterani più accreditati che hanno pensato bene di chiedere il rilascio (ved. Lance Moore e Justin Brown). Anche il ruolo di backup è da considerarsi a posto, con l’altalenante Markus Wheaton, più a suo agio nello special team, oltre al recente rinnovo del poco utilizzato Darrius Heyward-Bey.
Draft need medio bassa: Anche qui penso che la dirigenza non andrà ad aggiungere ulteriori giocatori nel reparto, in casi estremi nel sesto/settimo round.
Runningback
Con un 2014 da assoluto protagonista (1361 Yds corse e 8 TD), il nome di Le’Veon Bell fa rima con garanzia e sicurezza in prospettiva. Il problema riguardante squalifica delle prime 3 partite della prossima season data dalla federazione per i fatti ben noti, è stato sopperito in free agency con l’arrivo dell’ex Carolina Phanters DeAngelo Williams. Il giocatore oltre che ad essere un validissimo backup, potrà essere anche utile durante la stagione dando alternative alle corse di Bell. Gli altri elementi mi rincresce dirlo, ma si sono rivelati giocatori da fine roster. Dri Archer e Josh Harris nei pochi snap avuti a disposizione non hanno dimostrato nulla e la loro collocazione potrà limitarsi allo special team.
Draft need bassa: Nel football gli infortuni sono frequenti, soprattutto per chi corre, ma quattro giocatori per un ruolo direi che sono più che sufficienti.
Tight End
Qui la situazione è differente, con una coperta corta in depth bisognerà sicuramente inserire nuovi innesti. Nonostante sia già suo il ruolo da titolare, Heath Miller comincia ad essere vecchiotto (passatemi il termine) con i suoi 33 anni nel 2015. Sebbene sia ancora il migliore del team nel reparto, gli inconvenienti e gli acciacchi fisici dettati dall’età cominciano a farsi sentire. La difficoltà nel percorre yds dopo la ricezione, è stato un forte impedimento per gli Steelers nel 2014, con l’impiego del giocatore che è avvenuto principalmente nei lanci disperati da terzi down o nei blocchi grazie al suo fisico. Anche in backup la situazione non è delle più rosee. Il recente rinnovo di Matt Spaeth, (spettatore non pagante nel 2014) non farebbe dormire sereni neanche i più fiduciosi dei tifosi. La sua ultima stagione di rilievo, risale al 2011 quando vestiva la maglia dei Chicago Bears. Tatticamente parlando, gli Steelers hanno spesso e volentieri adottato nel corso dell’anno, schemi offensivi operando con un solo TE (2WR-1TE-2RB / 3WR-1TE-1RB), pertanto, la selezione di nuovo giocatore nel prossimo draft potrà rivelarsi di minor importanza pur essendo agli occhi indispensabile.
Draft need medio alta: Indipendentemente dalle abitudini e dagli adattamenti offensivi di una squadra collaudata, non si può pensare di sostenere una stagione con solo due giocatori a disposizione. La scelta di un player potrebbe avvenire tra il quarto ed il quinto giro, con ormai il top class Maxx Williams già selezionato. A quel punto la dirigenza potrebbe incappare in Jesse James o Nick O’Leary, e il prodotto della PSU potrebbe essere il più appropriato a vestire la maglia black & gold.
Offensive Line
Da parecchi anni ormai è uno dei punti deboli del team. Nel 2014 sono stati concessi ben 38 sacks alle difese avversarie ai danni di Ben. Gli Steelers si sono classificati al 16^ posto nella graduatoria globale per sacks concessi. Tra le file della OL, senza ombra di dubbio il peggior elemento è il giovane Kelvin Beachum che l'anno prossimo entrerà nel suo ultimo anno di contratto da rookie. Per lui è stato un 2014 al di sotto delle aspettative, caratterizzato da coperture e tagli sbagliati, che hanno costretto agli straordinari il buon Ramon Foster improvvisandosi spesso Left Tacke. Punto cardine invece è il Pro bowler Maurkice Pouncey, mentre i giovani compagni di linea David DeCastro e Marcus Gilbert, hanno dimostrato qualità, affidabilità e notevole crescita. Anche qui c’è una grossa voragine in backup, Cody Wallace è l’unico che potrebbe dire la sua se chiamato in causa, mentre il giovane Chris Hubbard non ha mai calcato il rettangolo verde.
Draft need media: Nel draft verrà selezionato prevalentemente un backup, quindi mi aspetto giocatore da quinto/sesto round precisamente nel ruolo dove c’è più carenza, il left tackle.
Defensive end
In passato il nome “Steel Curtain” veniva associato una linea difensiva invalicabile che purtroppo per noi, oggi è solo un ricordo lontano. Il ritiro di Keisel ha lasciato un vuoto importante nel reparto, seppur abbia contribuito ben poco nella stagione passata a causa dell’infortunio di inizio anno. Infortunio che, seppur moralmente pesante, ha contribuito far esplodere la giovane coppia Cam Heyward e Stephon Tuitt sostenuti da Steve McLandon. Il backup necessita sicuramente di nuove leve: Cam Thomas è un giocatore versatile in grado di ricoprire tutti i ruoli della prima linea ma non in maniera eccelsa, il mastodontico esperto Clifton Geathers fresco di rinnovo per un anno, purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di ammirarlo da quando è arrivato a Pittsburgh, ed il giovane Daniel McCullers è stato cosi poco utilizzato da non poter esprimere giudizi. Guardando la lavagnetta degli schemi, la difesa in mano all’estro di Dick Lebeau adottava generalmente una 3-4, mentre l’attuale Keith Butler ha sempre sostenuto dalla sua nomina, che renderà il reparto più versatile ed efficiente all’occorrenza, cambiando moduli in maniera spontanea a seconda della tipologia di gioco dell’attacco avversario. In ottica draft quindi, potremmo aspettarci un qualsiasi difensive end disponibile al momento della scelta, sia che giochi in 3-4 o in 4-3.
Draft need medio alta: In prospettiva primo/secondo turno, le possibili scelte sono Alvin “Bud” Dupree, Arik Armstead, Randy Gregory e Nate Orchard.
Linebacker
Qui regna la confusione più totale! Il ritiro di Worilds ha lasciato tutti a bocca aperta, con un forte dubbio su come potrà sarà il reparto nel 2015 senza uno dei sui migliori giocatori. L’altra incognita si chiama Jarvis Jones, le sue qualità pareggiano gli svariati infortuni con cui ha dovuto fare i conti nella passata stagione. Averlo integro per tutto il 2015 sarebbe un vero miracolo. Meno male per noi che esistono ancora giocatori come James Harrison! Nonostante i 37 anni suonati, il colosso ha recentemente rinnovato il contratto per un altro anno, dimostrando amore e attaccamento alla maglia. Sul fronte “inside”, Lawrence Timmons ha fatto un'altra stagione sopra le righe e il first round pick del 2014 Shazier è cresciuto moltissimo a fianco del veterano. Arthur Moats ha prenotato un posto da backup/situazionale per il 2015 con il recente prolungamento e dietro di lui c’è solo Sean Spence, discreto pass-rushers in crescita sul finale di campionato. Anche qui la variazione di modulo potrebbe sconvolgere i piani di un sistema, seppur disastrato, ma comunque collaudato nel tempo.
Draft need alta: Non riesco ad immaginare almeno uno dei primi tre round senza la selezione di un linebacker. Nell’abituale 3-4, due dei 4 LB titolari (Harrison-Timmons) sfiorano la quarantina e pensare di poter contare al 100% sui backup è da folli, sia come prestazioni che come coperture per infortuni. Dupree, Orchard e Gregory sono DE in grado di coprire alla grande anche il ruolo di linebacker esterni, con ottima propensione alla pass rush. Considero tra i possibili anche Eli Herold, ottimo prodotto dell’University of Virginia.
Safety
Non so voi, ma ancora oggi la parola ritiro associata al nome “Polamalu” mi va ancora di traverso! Più che un giocatore degli Steelers, Troy è stato un esempio, una guida da seguire per chi ha avuto la fortuna di condividere la quotidianità ed il campo. Il suo ritiro ha alimentato lo sconforto già presente nel reparto, Shamarko Thomas è un giocatore mediocre (complice anche l’infortunio) che ha sempre avuto ottima considerazione nell'ambiente ma che non è mai stato in grado di ripagarla. Stesso discorso vale per Mike Mitchell, che dalla sua pochezza complessiva, può vantare solamente una buona solidità contro gli infortuni. In backup come si può contare su Will Allen? Rendimento in continua discesa, rotto una Domenica si e l’altra pure. Caspita, dimenticavo Robert Golden, come ho fatto a non ricordamelo?!
Draft need molto alta: Gli ultimi mock degli analisti, danno per quasi certa la scelta di una safety al primo turno. Landon Collins è il migliore della classe, fisicamente eccellente, veloce, ottimo intercettatatore e ruvido incontrista. Da secondo/terzo giro vedo bene Quinten Rollins, Kurtis Drummond, Damarious Randall e Gerod Holliman.
Cornerback
Ho lasciato appositamente in ultimo un ruolo che per me rappresenta un agonia. Nella passata season, i tifosi più “passionali” di certo non hanno potuto fatto a meno dal trattenersi di imprecare verso errori spesso grossolani. Senza essere troppo cattivi, considero tutti gli elementi scadenti che farebbero a gara per guadagnarsi un posto nel roster alla fine del training camp. Nello specifico: L’ormai 34enne gloria passata Ike Taylor, complice anche l’infortunio alla spalla, nel 2014 è stato praticamente assente tanto da spingersi al ritiro dichiarato pochi giorni fa. Cortez Allen è uno di quei giocatori che ti ricordi di avere in squadra solo quando guardi la salary ed il monte ingaggi. Spero di rimangiarmi questa frase nel 2015!. Il giovane B.W. Webb ha avuto ha avuto disposizione non più di tre snap, mostrando qualità al punto tale da ritornare a scaldare il seggiolino in panchina. Tra arresti e risse, Antwon Blake insieme alla sua testa calda, hanno collezionato più flag di un intero settore. Nonostante questo e complice di un rendimento in continua salita sul finale di campionato, ha messo la dirigenza nella posizione di proporgli un tender, firmato dal giocatore di recente. Secondo molti Brice McCain, ingaggiato nel mese scorso dai Dolphins, doveva essere tenuto. Diciamocelo, un anno buono non determina se un giocatore è forte, è vero che il 2014 per Brice è stato una sorta di rivincita, ma gli anni addietro “disastrosi” faccio fatica a dimenticarli. L’ormai esperto William Gay, con i suoi evidenti limiti tecnici, è stato forse il più continuo tra i suoi colleghi con 58 tackle, 3 intercetti e 3 touchdown.
Draft need molto alta: Sono anni che non si vede un corner degno della maglia back & gold. Marcus Peters, marachelle collegiali a parte, ha tutte le qualità per essere un first round pick. Altro fenomeno ma figlio del sistema è Trae Waynes, dubito che arrivi fino alla chiamata #22. Le altre alternative in ordine di gradimento personale sono Kevin Johnson, Byron Jones, Alex Carter e Jalen Collins. Uno tra questi arriverà al 100%.
Still a bit of patience and we will have the answers to our questions, #GoSteelers.


domenica 15 febbraio 2015

SITUAZIONE TIGHT END

Sono sempre tanti i quesiti che porta la offseason, uno di questi sarà sicuramente quello dei tight end. Quesito che porterà inevitabilmente la società a riflettere se operare sul mercato free agent o il draft nei prossimi mesi. Il TE è forse uno dei ruoli più complessi e svariati nel football americano. L'abilità nel ricevere, correre, creare situazioni e spesso blocchi per il pass/running game, porta a sfinire i giocatori sia mentalmente che fisicamente nel corso della stagione. In questo ambito occorrerebbe appunto soffermarsi. Sicuramente il miglior interprete è stato anche quest'anno Heath Miller (66 ricezioni, 761 YDs con 3 TD), da tempo ormai il suo nome fa rima con affidamento e garanzia. Il mastino proveniente dal college della Virgina, nel 2015 compirà 33 anni, e ai ritmi obbligati dettati dal suo ruolo, in molti si chiedono se per la stagione a venire, potrà garantire ancora quella sicurezza e continuità mostrata in questi anni. Sicuramente le risposte non arrivano dal backup. Il buon Matt Spaeth (32enne nel 2015 e in scadenza di contratto) tra infortuni, ricadute, ritorni da esperienze poco brillanti, garantirebbe ben poco. Anche se le poche apparizioni nel 2014, hanno dato comunque segni positivi del giocatore, paragonandole alle sue migliori uscite del 2011. Purtroppo per lui, il troppo tempo della sua carriera passato come backup, non gli ha dato l'opportunità di mostrare a pieno le sue qualità. Forse il 2015 potrà togliergli ancora delle soddisfazioni, magari lontano da Pittsburgh. L'altra alternativa è Michael Palmer, a 27 anni è probabilmente l'ombra di se stesso. Poco spazio a disposizione e solo 1 touchdown nel 2014 (contro i Jaguars) per l'ex Falcons, il resto no comment. L'unico dato incoraggiante, arriva dalla 230esima scelta al 7^ round nel draft dello scorso anno, e si chiama Rob Blanchflower. Colosso di 193 cm per 118 kg, che nel 2014 ha militato nella pratice squad ed è pronto, secondo gli esperti, a fare il salto di qualità. Prima di vederlo in campo peró passerà sicuramente del tempo. Certo puó essere affrettato giudicarlo e trarre conclusioni, non ci illudiamo, ma per il momemento ci piace pensare che possa diventare un buon giocatore. La società quindi dovrà essere in grado di scovare la valida alternativa a Miller in depth. Magari nel mercato free agent dove le garanzie sono maggiori, perchè si sa, il draft ti puó dare tutto o niente, e affidarsi totalmente a un giovane per un ruolo delicato come il tight end, potrebbe essere un rischio troppo grande.